sabato 31 dicembre 2016

Come cani di fronte al mare

Certe volte bisogna avere la forza per fermarsi, perchè un passo più avanti potremmo pentircene di averlo fatto, quel passo più avanti. Come pure di esserci fermati, potremmo pentirci, in verità. Sarebbe bello poter prevedere esattamente, sapere con certezza le conseguenze di qualsiasi nostro passo avanti, indietro, dell'assenza di movimento. Sarebbe tutto molto più facile, certo. Però, prima o poi, potremmo pentirci lo stesso di aver fatto quel passo avanti, così come di non averlo fatto. Perchè magari le circostanze poi mutano o, più semplicemente, muta intrinsecamente il nostro modo di pensare, di vedere le cose. E allora le stesse conseguenze di quel passo in avanti che ci avevano convinto a farlo o, piuttosto, a fermarci, ad un tratto ci convincono che sarebbe stato conveniente fare il contrario, se non addirittura più giusto. E allora ci pentiamo lo stesso, solo più tardi e pure con maggiore recrudescenza. 
Sarebbe bello non pentirsi mai. Sarebbe l'unica soluzione, probabilmente. Ci fermiamo, non ci fermiamo, facciamo quel benedetto passo in avanti, pestiamo una maledetta merda, non lo facciamo, evitiamo la merda. Qualsiasi cosa facciamo, qualsiasi sia la conseguenza, non pentirsene. Sarebbe bello. Ma che senso ha una vita in cui non ci sarebbe niente di cui pentirsi? Nessuno. Significherebbe appunto arrendersi una volta per tutte alla disarmante consapevolezza che la vita non ha senso, e allora qualsiasi cosa uno faccia, una cosa o il suo contrario, ha esattamente il medesimo valore. Una goccia nel mare, pure meno. Niente vale niente. E allora non varrebbe la pena mai pentirsene. Ma davvero sarebbe bello?
Certe volte sarebbe stato meglio fermarsi, a un certo punto è meglio fermarsi, in un determinato momento bisognerebbe essere capaci di fermarsi. Solo che è impossibile saperlo prima, quali sarebbero state quelle volte, qual è questo punto, quale sarebbe questo determinato momento. Non lo sapevo, non lo so, non lo saprò. 
Lo vedi siamo come cani davanti al mare, cantava il solito De Gregori in Battere e levare. Basta solo essere senza collare, senza padroni, diceva pure sempre lui. Certe volte bisogna fermarsi, certe volte bisogna andare, quasi sempre toccherà pentirsene comunque, ogni maledetta volta ci vuole coraggio, ci vuole la forza di decidere. Senza collare, senza padroni, come cani davanti al mare.
A Liudmyla (penso ancora a te, certe volte)

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