domenica 27 luglio 2014

Non c'è niente da capire?

Non so scrivere di te e non dovrei farlo. Non so parlare di te e, soprattutto, non so parlare con te. Proprio non ci riesco. Tutte le volte che provo a farlo, tu non capisci quello che dico. Quando capisci, io ti ho solo detto le parole sbagliate. E comincio a sanguinare. Appena te ne accorgi, tu colpisci ancora più forte. E ti fai male anche tu. Ogni tuo colpo lascia una ferita anche su di te. Io me ne accorgo. Le vedo. Non capisco. Deve pur esserci qualcosa da capire, ne sono certo, ma non capisco. Non dovrei proprio scrivere di te, nè dovrei più parlarne. Dovrei smettere di provare a parlare con te, di bruciare dal desiderio di rivederti ancora. Non dovrei più pensarci, dovrei tirarti via dalla mia mente. Proprio non ci riesco. Non capisco. Non ha senso. Provo a pensare che tu non esisti. Quasi mi convinco. In fondo sei soltanto un prodotto della mia mente. Tu sei un'altra persona. Non sei quella che esiste nella mia mente, questo oramai è chiaro. Forse potrei sostituirti. Pensarne un'altra, inventarla diversa. Che non abbia i tuoi occhi. Dovrei pensare un' altra faccia, un volto di ragazza su cui non nasca ogni tanto quel sorriso che sfida la crudeltà della vita che hai vissuto. Quel tuo sorriso che ricorda a tutto il mondo che non esiste male che può togliertelo, che non esiste forza che può domarlo. Però come faccio? Tu quegli occhi li hai davvero, quel sorriso nessuno può togliertelo, figurati se posso togliertelo io, che non riuscirò mai più a togliermelo dalla mia, di testa. Non posso farlo. E anche se potessi, proprio non voglio. Voglio continuare a pensare di poterti ancora rivedere, di poter ancora parlare con te. Di nuovo. Anche questa volta, ora che non ci crediamo più davvero nè io, nè tu. Eppure, forse mi basterebbe non dimenticare che tu sei una ragazza diversa da quella che esiste nella mia mente. Magari riuscirò a capirti. E anche tu mi capirai. Se solo potesse succedere. Di nuovo. Daccapo. Magari, quest'altra volta, tutto sarebbe davvero diverso.

venerdì 25 luglio 2014

Opinioni politiche

Avere un'opinione politica, di questi tempi, mi risulta complicato. Eppure, di questi tempi, un'opinione se la negano in ben pochi. Di politica, di calcio, di cinema, di musica, di economia, un po' di tutto. Solo di filosofia no, ma giusto perchè la filosofia è diventata piuttosto fuori moda. Chi ci capisce, chi ci capisce poco e soprattutto chi non ci capisce un cazzo, quasi ognuno si sente in grado di dire la sua, su tutto. Le opinioni fioccano,tanto la figura di merda non è mai stata un concetto così relativo come in questi ultimi tempi. Mentre io, strano come al mio solito, mi trovo, in questo determinato momento, piuttosto sprovvisto di opinioni politiche. Tuttavia continuo, di tanto in tanto, a rifletterci, sulla politica. Il fatto è che continuo a ritenerla una cosa davvero importante. E allora, quando ho la televisione accesa, mi capita di transitare in quegli studi televisivi dove ci sono politici e giornalisti politici. Parlano, spiegano, dibattono, litigano. Loro ce l'hanno un'opinione politica. Almeno così dicono. Perchè, per esser sincero, io ad ascoltarli e provando a rifletterci a modo mio, sulla politica, mi sorge il dubbio che forse sono loro a non avercela un'opinione politica. E non io. Perchè io, per esempio, mi collocherei all'opposizione di Renzi e del suo governo. Che, però, non ho capito neanche bene che razza di governo è. Questo governo, infatti, lo sostengono anche Formigoni, Giovanardi, che Renzi si è sempre vantato di vederli come il fumo negli occhi. Boh. E poi ancora, sempre per esempio, pare che all'opposizione di questo governo ci sia pure Berlusconi, che però contemporaneamente sostiene che con Renzi finalmente si possono fare le riforme che quei cattivoni dei giudici politicizzati e gli infiltrati del KGB non hanno fatto fare a lui. E allora? E io, poi, che mi opporrei "storicamente" a Berlusconi, sarei nel suo stesso campo, tra l'altro con lui che si pone in posizione più avanzata, rivendicando il ruolo di "opposizione collaborativa". Boh. E poi ci sono quelli del Movimento 5 Stelle. Loro sì che sono all'opposizione. Dura e pura. Così dura e pura che l'hanno presa proprio come scopo nella loro vita. Loro si oppongono. Succeda quel che succeda. Costi quel costi. Cantava Vasco Rossi "voglio trovare un senso a questa vita" e loro l'hanno trovato: si oppongono. Tipo che ogni giorno uno di loro si alza e grida "dittatura", "colpo di Stato". A me ricordano un po' un mio amico che amava provarci con le donne, ma purtroppo per lui con scarso successo. E allora a quel punto le apostrofava contrito: "puttane". Di fronte a tutto questo io mi trovo in difficoltà. In questi giorni le tv starnazzano più che mai sulle "riforme". Quella strana roba che si chiama governo, insieme a Berlusconi, hanno deciso di approvare la Riforma del Senato. Cambiano la Costituzione. Mentre i soliti noti gridano "dittatura", "colpo di Stato" io ho trovato il modo per provare a capirne un po' di più.Devo dire che la trovo una roba tecnicamente, politicamente, addirittura filosoficamente accettabile. Sarei anche d'accordo con questa Riforma del Senato. Poi però provo a pensare a cosa vogliono farci in questo Parlamento rinnovato, liberato dal bicameralismo perfetto, con un Senato tutto nuovo e ben arredato, ma mi ritrovo in difficoltà. Perchè in fondo io le idee poltiche di Renzi, il suo progetto di futuro (questa parola di cui lui pur si riempie la bocca) non l'ho ben presente. Sarò stato io poco attento, ma a me sembra che quello che non ha idee politiche non sono io. Sono gli altri. Del resto, si sa, idee ed opinioni non sono la stessa cosa.

domenica 20 luglio 2014

Pezzi

Certe parole che dico,certi pensieri che penso, certi sensi che scrivo, certa vita che sputo, ad intervalli più o meno regolari, cade a terra come i capelli dal barbiere. Che quando li guardi neanche li riconosci più e di certo non ti sembrano davvero i tuoi. Finché ricrescono, in qualche modo ti rendi conto di poterci anche stare, che in fondo va bene anche così. Io vorrei non fossero diversi da quelli di prima. Che quelle parole valessero ancora, che quei pensieri girassero ancora, che quei sensi avessero di nuovo senso, che quella vita non morisse. Vorrei daccapo. Vorrei che i miei nuovi capelli fossero uguali a quelli tagliati. Mentre penso se è una cosa giusta o sbagliata, mentre mi sorge il dubbio se io sia normale, mi guardo nello specchio e ora vedo quattro capelli bianchi sulla mia tempia sinistra.