giovedì 13 giugno 2013

Irriducibile

Certe volte basta davvero poco per sentirsi ribelli. Tipo fare un rutto in pubblico. O cose anche più banali. Tipo io, che stasera quasi quasi mi sentivo ribelle postando questo stato sulla mia bacheca Facebook:

Che pure se stasera la tentazione quasi mi solletica, io certe cose su Facebook non le scrivo. Che ci pensi qualcun altro a trastullarsi coi propri versi senza scorza. A me le parole non sfuggono dell'intestino come emesi. E dico emesi perchè dire vomito potrebbe parer brutto. Certe parole, certe cose, certa vita devono rimanere al loro posto. Non so neanche bene dove di preciso, ma qua sopra certo io non ce le metto. Manco stasera. 
Zuckerberg: "attela a pija n'der culo!". Pure stasera

martedì 4 giugno 2013

Certe volte prima di dormire

Quando si ha difficoltà a prendere sonno, può capitare di scrivere delle robe così. Roba che, in quel momento, con gli occhi gonfi e stanchi di chiudersi senza risultato, ti può addirittura sembrare che meritava di vivere su quel pezzo di carta dove l'hai messa. Poi succede che il sonno arriva. La mattina dopo quella roba che hai scritto ti appare un po' diversa, come la tua faccia nello specchio appena sveglio risulta più brutta del normale. Eppure se non avessi scritto quella roba, non avresti preso sonno. E allora forse quella roba avevi da scriverla. O, semplicemente ne avevi voglia.

Se te lo racconto, il mio mondo cambia forma. Tolgo il senso dal divano, dove langue stravaccato, e lo porto dov'è l'aria. Vicino al mare.
E tu, mentre ti raccontavo, ti sei riconosciuta. Io ti ho vista, mentre ti vedevi in me. E ho vissuto nei tuoi occhi che non guardavano i miei.